{"id":1805,"date":"2010-06-09T08:06:12","date_gmt":"2010-06-09T08:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/plaxtech.eu\/?p=1805"},"modified":"2019-07-16T09:33:01","modified_gmt":"2019-07-16T09:33:01","slug":"riciclo-nuova-vita-alle-plastiche-miste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/plaxtech.eu\/?p=1805","title":{"rendered":"Riciclo Nuova vita alle plastiche miste"},"content":{"rendered":"<p>Tolte le bottiglie in PET e i contenitori rigidi monomateriale, buona parte della plastica ottenuta dalla raccolta differenziata \u00e8 costituita da un mix eterogeneo, spesso \u201csporco\u201d e di scarsa purezza, e per questa ragione poco adatto al riciclo meccanico.<br \/>\nIl plasmix, come spesso viene definito, \u00e8 destinato a incenerimento, discarica o, in qualche raro caso, a un riutilizzo povero in miscele di malte cementizie e calcestruzzi. Valore che spesso non premia nemmeno il mero contenuto energetico del materiale. Il problema di riutilizzare queste miscele \u2013 composte non solo da diverse plastiche, ma anche da additivi, cariche, pigmenti e impurit\u00e0 \u2013 sta nella difficolt\u00e0 di rigenerarle e trasformarle in nuovi manufatti senza arrivare una degradazione tale da rendere questi ultimi praticamente inutilizzabili. Un problema che pare risolto da un\u2019azienda friulana, Plaxtech di Udine, costituita allo scopo di costruire e commercializzare una nuova tipologia di impianti sviluppati proprio per lo stampaggio a bassa pressione di grandi manufatti partendo da miscele eterogenee di poliolefine provenienti da raccolta differenziata o sfridi industriali, con un tenore di residui e cariche che pu\u00f2 arrivare fino al 15%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2186 aligncenter\" src=\"https:\/\/plaxtech.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/rass_otto_macchine_riciclo_plastica.jpeg\" alt=\"Roteax di Plaxtech\" width=\"250\" height=\"132\" \/><\/p>\n<h3>Bassa pressione e multi-iniezione<\/h3>\n<p>Battezzato Roteax, l\u2019impianto \u00e8 stato presentato a Udine l\u20198 aprile scorso dopo di dieci anni di ricerche, di cui tre per la sola sperimentazione industriale su un prototipo messo a punto per testare e affinare il processo. Lunga 16 metri e alta fino a 7 metri, con un ingombro laterale di 6 metri, la linea pu\u00f2 produrre fino a quattro diversi articoli stampati a bassa pressione, utilizzando a questo scopo una tavola rotante a quattro posizioni.<br \/>\nDal punto di vista funzionale, la linea si articola su quattro sotto gruppi:<\/p>\n<ul>\n<li>basamento con centraline oleodinamiche, motori, riduttori e sistema di refrigerazione;<\/li>\n<li>gruppo di alimentazione, miscelazione e plastificazione, con estrusore, ventilatori, collettore e testa di accumulo;<\/li>\n<li>gruppo di chiusura, con forza di 900 tonnellate (prototipo) con stampi in alluminio, sistema di iniezione e di estrazione;<\/li>\n<li>gruppo elettrico\/elettronico con quadro generale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Alimentazione dosaggio<\/em><\/p>\n<p>La resina plastica \u00e8 dosata in continuo all\u2019estrusore con un sistema gravimetrico. La materia prima, come abbiamo detto, \u00e8 un compound speciale costituito da plasmix poliolefinico, cariche e additivi. L\u2019estrusore monovite provvede a miscelare e plastificare il compound, con opportuno degasaggio (particolarmente critico considerando il materiale di partenza), per poi trasferirlo alla testa di accumulo.<\/p>\n<p><em>Testa di accumulo<\/em><\/p>\n<p>La testa di accumulo funge da serbatoio del fuso prima della fase di iniezione.<br \/>\nL\u2019azione premente \u00e8 data da un pistone, comandato elettricamente o con sistema oleodinamico, regolato durante la fase di carico da una pressione residua per ridurre l\u2019eventuale presenza di gas nella massa.<br \/>\nL\u2019accumulo \u00e8 collegato, attraverso uno speciale giunto di dilatazione, al gruppo di iniezione comandato da una speciale valvola elettronica di controllo che permette di sequenziare la fase di iniezione in funzione del tipo di manufatto da stampare. Dalla testa il materiale raggiunge gli ugelli attraverso un collettore che alimenta in modo equilibrato una camera calda attraverso una valvola otturatrice, in modo tale da mantenere costante la pressione all\u2019interno.<\/p>\n<p><em>Iniezione<\/em><\/p>\n<p>Il gruppo di iniezione \u00e8 di tipo sequenziale, con azionamento oleodinamico: attraverso speciali ugelli smaterozzatori lo stampo viene riempito a bassa pressione di iniezione (200 bar), da pi\u00f9 punti per garantire una distribuzione omogenea del materiale nella cavit\u00e0. Il processo \u00e8 controllato elettronicamente in ogni sua fase: riempimento, temperature e pressioni, sequenza di pertura degli otturatori degli iniettori.<\/p>\n<p><em>Chiusura e stampi<\/em><\/p>\n<p>Il gruppo di chiusura verticale fornisce la pressione necessaria a mantenere serrato lo stampo nella fase di iniezione, antenimento e raffreddamento. I due semipiani fisso e mobile sono guidati da tre colonne. La spinta verticale \u00e8 assicurata da due a sei cilindri oleodinamici inferiori, mentre la terza colonna (centrale) costituisce anche l\u2019asse di rotazione della struttura porta stampi. Gli stampi, in alluminio con inserti in acciaio (quindi meno costosi di quelli convenzionali), sono posti su una avola rotante a quattro postazioni (sfalsate di 90\u00b0), azionata da motori brushless e riduttori epicicloidali. In posizione \u201c1\u201d lo stampo \u00e8 in fase di iniezione, \u201c2\u201d e \u201c3\u201d sono stazioni di raffreddamento a stampo chiuso, mentre la \u201c4\u201d corrisponde alla osizione di apertura stampo ed estrazione del manufatto. I porta stampi possono avere dimensioni fino a 2.000 \u00d7 2.000 millimetri e sono progettati per sostenere un peso di 80 tonnellate.<br \/>\nAl termine del ciclo, i pezzi vengono prelevati da un robot antropomorfo e deposti a bordo linea.<\/p>\n<p><em>Azionamento e controllo<\/em><\/p>\n<p>La linea \u00e8 azionata da un motore principale, dotato di encoder e tecnologia a inverter per ottimizzare i consumi energetici e garantire al gruppo di plastificazione una coppia adeguata alle esigenze di processo; in alternativa, \u00e8 possibile installare motori torque ad alta efficienza energetica. Il controllo dell\u2019impianto \u00e8 gestito da un\u2019unit\u00e0 in grado di seguire tutte le fasi operative del processo: stampaggio, pressioni, temperature e sicurezze.<br \/>\nIl software di gestione, messo a punto dalla societ\u00e0 specificatamente per questo tipo di processo, verifica in automatico i parametri di lavoro evidenziando eventuali anomalie provocate dalla variabilit\u00e0 della materia prima utilizzata.<br \/>\nIl pannello di controllo con monitor LCD touch screen a 19\u201d pollici, offre una rappresentazione grafica dell\u2019impianto, con diagnostica, allarmi e sicurezze, comprese le protezioni previste antinfortunistiche; non mancano, infine, funzioni per la manutenzione preventiva ordinaria e la lubrificazione.<\/p>\n<h3>Tre diverse taglie<\/h3>\n<p>Plaxtech propone gli impianti in tre diverse serie (small, medium e large), con due diverse altezze per un totale di sei formati stampi:<\/p>\n<ul>\n<li>Serie Small 1000: dimensione dello stampo rispettivamente di 1.000 x 1.000 \u00d7 1.200\/700 (versione alta) e 1.000 \u00d7 1.000 \u00d7 700\/200 (bassa), con peso di 5 tonnellate, per manufatti di dimensione massima pari a 700 \u00d7 700 \u00d7 700\/200 mm.<\/li>\n<li>Serie Medium 1500: stampo rispettivamente di 1.500 \u00d7 1.500 \u00d7 1.200\/700 (alta) e 1.500 \u00d7 1.500 \u00d7 700\/200 (bassa), con peso fino a 10 tonnellate, per manufatti di dimensione massima pari a 1.200&#215;1.200&#215;700\/200 mm.<\/li>\n<li>Serie Large 2000: stampo rispettivamente di 2.000 \u00d7 2.000 \u00d7 1.200\/700 (alta) e 2.000 \u00d7 2.000 \u00d7 700\/200 (bassa), con peso fino a 20 tonnellate, per manufatti di dimensione massima pari a 1.700 \u00d7 1.700 \u00d7 700\/200 mm.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Non solo hardware<\/h3>\n<p>L\u2019hardware \u00e8 solo una parte del know-how messo a disposizione dall\u2019azienda friulana. Ai trasformatori vengono infatti forniti anche servizi avanzati, che spaziano dall\u2019analisi e fornitura delle materie prime seconde da stampare all\u2019ingegnerizzazione di nuovi prodotti con simulazione 3D all\u2019analisi di flusso e FEM, dalla progettazione e realizzazione di camere calde e stampi, fino alla completa assistenza tecnica in tutto il processo di produzione.<br \/>\nLa societ\u00e0 \u00e8 anche in grado di fornire assistenza alla certificazione di conformit\u00e0 \u201cprodotti verdi\u201d.<br \/>\nLe applicazioni sono molteplici, in pratica qualsiasi manufatto di media e grande dimensione che non richieda particolari requisiti tecnici, ma che possa trarre vantaggio da bassi costi e da un appeal \u201cgreen\u201d; senza contare la domanda che \u2013 si spera \u2013 possa arrivare dalla normativa sugli acquisiti verdi della Pubblica Amministrazione.<br \/>\nSi va dagli arredi urbani agli articoli per la viabilit\u00e0 e il giardinaggio, dalle barriere fonoassorbenti stradali e ferroviarie alle installazioni per parchi gioco e strutture ludiche, fino alle pavimentazioni per esterni. Senza dimenticare contenitori per rifiuti, pallet e imballaggi industriali per la movimentazione e il trasporto, prodotti per florovivaistica, componenti per l\u2019edilizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>\u201cLa convenienza \u00e8 assicurata\u201d<\/h3>\n<p>Per avere qualche dettaglio in pi\u00f9 sulla nuova tecnologia abbiamo sentito l\u2019amministratore delegato di Plaxtech, Matteo Strizzolo.<\/p>\n<p>Quali sono gli aspetti pi\u00f9 interessanti della tecnologia Roteax?<\/p>\n<p>Il primo aspetto \u00e8 senz\u2019altro il contenuto innovativo del processo: Roteax \u00e8 il primo e unico impianto che consente di trasformare plastiche eterogenee a base poliolefinica da riciclo, ossia l\u201980% dei rifiuti plastici e degli sfridi. Ed \u00e8 possibile riciclare prodotto gi\u00e0 riciclato e generare, in questo modo, un processo in closed loop, con evidenti benefici in termini ambientali.<\/p>\n<p>E sul fronte dei costi?<\/p>\n<p>Da un punto di vista economico, il basso costo della materia prima, l\u2019alta produttivit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di stampare con basse pressioni di iniezione rende questa tecnologia particolarmente conveniente per la produzione di grandi componenti in plastica riciclata. Nel corso della sperimentazione sul campo, durata tre anni, abbiamo rilevato costi di produzione nell\u2019ordine di 60-70 centesimi di euro per chilogrammo stampato.<\/p>\n<p>Su quali articoli avete eseguito i test?<\/p>\n<p>I primi articoli prodotti con la tecnologia Roteax sono stati pallet in poliolefine miste con un peso compreso tra 10 e 15 kg, stampati con un tempo di ciclo intorno ai 60 secondi, ben inferiore a quello raggiungibile con le normali presse a iniezione. E se valutiamo l\u2019incidenza per unit\u00e0 di prodotto dei costi energetici, del lavoro e degli ammortamenti, il risparmio rispetto alle attuali tecnologie di trasformazione arriva al 50%.<\/p>\n<p>Avete qualche dato sulla produttivit\u00e0 della linea?<\/p>\n<p>La produzione pu\u00f2 raggiungere, indicativamente, 3.000 kg ora in plastificazione. Considerando una cadenza oraria tra le 60 e le 90 stampate, su tre turni di lavoro, 300 giorni l\u2019anno, arriviamo a un volume produttivo compreso tra 430.000 e 650.000 unit\u00e0 per anno. La conduzione dell\u2019impianto richiede due addetti per turno.<\/p>\n<p>Resta il problema dell\u2019approvvigionamento delle materie prime&#8230;<\/p>\n<p>Insieme con l\u2019impianto offriremo ai trasformatori anche un completo pacchetto di servizi che comprende, oltre all\u2019assistenza pre e post-vendita, anche la fornitura delle materie prime a prezzo concordato, poich\u00e9 possiamo sfruttare partnership a monte con la filiera del riciclaggio.<br \/>\nI nostri clienti potranno anche testare la qualit\u00e0 del prodotto o avviare produzioni con bassi volumi iniziali grazie al sistema della social economy, sfruttando cio\u00e8 la sinergia con pi\u00f9 aziende per acquistare uno share di battute-stampa della quota annuale di produzione programmata per l\u2019impianto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE: Rivista Plastix<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Plaxtech ha presentato la nuova tecnologia Roteax per lo stampaggio in bassa pressione di poliolefine eterogenee anche provenienti da raccolta differenziata.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1602,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[86,92],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1805"}],"collection":[{"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1805"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1805\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/plaxtech.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}